“Messico: spiagge bianche, ottimo cibo, meravigliose testimonianze storiche… Ma se tutto questo non ti interessa, è esattamente in Messico che devi andare.

Dimentica lo Yucatan. Oggi ti porterò in Chiapas!”

CHIAPAS

Il Chiapas, regione poco conosciuta del Messico centrale, è un susseguirsi di luoghi, volti, profumi che dopo tanti anni sono rimasti indelebili nei miei ricordi. Nel Chapas e’ possibile spostarsi tra città storiche dalla forte tradizione, meravigliosi siti archeologici immersi nella giungla, cascate cristalline lontane dalle classiche mete turistiche e delizioso, speziato cibo originale messicano.
Ma un luogo in particolare mi ha colpito profondamente.

Immagina di prendere un aereo interno che da Cancun o Città del Messico, vola verso l’interno, verso luoghi selvaggi e incontaminati. Arrivati in Chiapas, da San Cristòbal de las Casas si parte con piccoli bus o taxi privati attraverso foreste di pini dal verde acceso fino ad arrivare a 2200m di altitudine in un luogo così lontano dal tempo da farti dimenticare ogni altra cosa.

San Juan Chamula

San Juan Chamula è un villaggio del Chiapas più selavaggio in cui vive una popolazione che non parla lo spagnolo bensì un dialetto che si trascina ancora influenze dell’antico linguaggio Maya. La gente vive in miseria, le case son fatte di canne di bambù e fango secco. Per le strade si trovano grandi croci verdi Maya con aghi  di pino alla base.

Questo piccolo paesino di montagna dal clima fresco e piacevole non ha tante cose da vedere se pensiamo a natura, arte o monumenti. Vi è solamente una grande piazza di terriccio e una bella semplice chiesa.
Il piazzale polveroso si accende ogni giorno dei colori del tipico abbigliamento steso sui banchi traballanti del mercato del paese. Donne con bambini in braccio sedute a terra, signore senza età piegate in due dal peso di enormi cesti portati in spalla ma sempre pronte a elargire splendidi sorrisi. Uomini e piccoli ometti vestiti di nero restano in disparte parlando tra loro. E’ irrispettoso fissarli e soprattutto fotografarli. Per farlo bisogna chiedere il permesso.

Soprattutto è assolutamente vietato fotografare gli uomini e l’Interno della Chiesa. Secondo le loro credenze la foto ruba l’anima delle persone. In realtà appena scesa da quel pulmino con la mia reflex in mano, istintivamente l’ho abbassata e ho sentito il desiderio di nasconderla. Non era il luogo… non era il momento.

 

La chiesa di San Juan Bautista

L’attrazione principale è la chiesa di San Juan Bautista.
Nei miei viaggi sono entrata in molte chiese, ma mai ho provato sensazioni forti quanto quelle che ho sentito entrando in questo luogo remoto del Messico.

CREDENZE E DEVOZIONE

Il portone è decorato con colori meravigliosi che risplendono sulla bianca facciata. L’interno è sorprendente. Varcandolo si viene assaliti da una forte energia e uno spirito che lasciano senza fiato. Un fortissimo profumo di aghi di pino che ricoprono tutto il pavimento e stanno a simboleggiare il collegamento tra uomo e madre Terra. La chiesa è vuota. Niente altare, niente banchi, niente panche o qualsiasi cosa ci aspetteremmo di vedere in una chiesa.

Accostate ai muri si trovano tante statue o feticci di santi cristiani, messe per volere della chiesa ufficiale. Ma le preghiere e i santi a cui le persone pregano sono pagani. Le statue portano degli specchi al collo per poter rimandare al fedele la propria immagine.

Donne, uomini o intere famiglie. Scalzi e inginocchiati a terra circondati da aghi di pino e tante candele accese posate direttamente sul pavimento. Tante, tantissime candele di colori diversi ad indicare il motivo per cui si sta pregando. Le preghiere sono sussurrate a bassa voce ma tutte insieme creano incomprensibili e ipnotizzanti litanie. Preghiere intense, profonde a volte disperate.

Può capitare d’ incontrare uno stregone che celebra i suoi riti o qualcuno con una gallina da sacrificare ai propri dei. Dettagli strani, come tante bottigliette di Coca Cola usata dagli stregoni nei loro riti magici mentre cercano di per fare uscire il male dalle persone. La Coca Cola ne agevola appunto la fuoriuscita…

La mia macchina fotografica di tanto in tanto si è accesa timidamente ma per lo più è stata spenta e in silenzio. Poche foto ma un ricordo stampato direttamente nella mia memoria.

Un’esperienza forte che mi ha fatto molto pensare a me stessa come turista, come viaggiatrice…come persona.


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Fase 1 → IL VOLO

Trova il volo per San Cristobal de Las Lacas, aeroporto di Tuxtla Gutierrez e prenota.
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Fase 2 → HOTEL

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Fase 4 → TRANSFER AEROPORTO

L’Aeroporto di Tuxtla Gutierrez dista un’oretta dalla città. Dovrai prendere un taxi se non hai intenzione di noleggiare l’auto.

 

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