Cosa vedere a Tromsø, la porta dell’Artico

Cosa vedere a Tromsø, la porta dell’Artico

Tromsø, la più grande città del nord della Norvegia a soli 500 km da Capo Nord. Meta ideale per osservare l’aurora boreale e per visitare questa parte estrema ed incontaminata del paese. Ecco alcuni consigli su cosa fare a Tromsø in un lungo week-end invernale.

Tromsø, la Più grande città del nord

Tromsø è una città di modeste dimensioni con i suoi 70.000 abitanti. Capitale dell’artico incastonata tra montagne, fiordi e isole. È un importante centro culturale a nord del Circolo Polare Artico.

Tromsø è costruita in parte sulla terraferma, Tromsdalen la valle, e in parte su un’isola, Tromsøya dove sorge il centro cittadino. Le estremità della città si sviluppano fino alla seconda isola, Kvaløya, l’isola delle balene, più aspra e selvaggia. Il tutto collegato da ponti e da un complesso sistema di gallerie sotterranee.

Grazie al vicino passaggio della Corrente del Golfo le sue acque restano navigabili tutto l’anno senza mai gelare ed il clima in inverno non scende sotto i -10 gradi. Qui trovi alcuni consigli pratici su abbigliamento e attrezzature.

Per la suggestiva posizione in cui si trova lontano dalle principali attrazioni turistiche, e alla quantità di locali, ristoranti e manifestazioni culturali è un ottima meta per trascorrere qualche giorno immergendosi nella fredda e tranquilla vita ai confini settentrionali dell’emisfero.

Tra il 21 novembre e il 21 gennaio il sole non sorge mai. È la notte polare.

Mentre in estate tra il 21 maggio e il 21 luglio è possibile vedere il sole di mezzanotte.

 

 

L’aurora boreale a Tromsø

Tromso per la sua latitudine al 70° parallelo a 350 km nord dal Circolo Polare Artico è conosciuta come uno dei luoghi migliori per osservare l’aurora boreale. Per la particolare conformazione del territorio che vede un alternarsi di mare, fiordi e montagne, il clima cambia molto velocemente ed è quindi sempre possibile trovare una zona o un momento in cui il cielo si apre per lasciare danzare i colori dell’aurora.

 

Cosa vedere a Tromsø

Il centro storico della città non è particolarmente esteso ma è sicuramente caratteristico ed offre diverse opportunità per trascorrere qualche giornata dedicata a passeggio, cultura ed escursioni naturalistiche.

  • Il porto grazioso è puntellato di vele e imbarcazioni che in inverno vengono ricoperte da un leggero manto di neve e i profili delle case in legno colorate si riflettono nel mare. E’ il luogo ideale per una tranquilla passeggiata. Da qui si raggiunge il piccolo ma grazioso centro storico pedonale.
  • Il centro storico è caratterizzato da piccole abitazioni in legno colorato ed è la città nordica che ne detiene il maggior numero. La più antica risale al 1789. Insegne luminose, lucine sui profili delle facciate, finestre che lasciano intravedere il calore degli interni, profumo di caffè e cannella. E la neve che cade ogni giorno del suo lungo inverno. Un’atmosfera incantevole che rende i giorni e le notti come sospesi nel tempo.
  • La cattedrale in legno di Tromsø si trova nella piazza centrale e risale al 1861.
  • Ishavskatedralen è la “Cattedrale Artica”. Costruita nel 1965 nella zona est è caratterizzata da 11 archi in cemento e alluminio che sono diventati il simbolo della città. L’interno è dominato dalla grande vetrata colorata raffigurante il “Ritorno di Cristo” e dall’organo di 2940 canne alto 9,60 metri.
  • La statua di Roald Amundsen, esploratore leggendario che partito da Tromsø nel 1928 per una spedizione di soccorso si schiantò col dirigibile nei ghiacci del Mar Glaciale Artico.
  • Polaria, centro multimediale che accoglie l’acquario di Tromsø e mostre dedicate al territorio.
  • Polstjerna, il vascello “Stella Polare” visitabile all’interno di un edificio nei pressi di Polaria.
  • Polarmuseet, il Museo Polare si trova nei pressi del porto in un edificio risalente al 1833, racconta delle spedizioni verso il Polo Nord attraverso una collezione di fotografie e oggetti d’epoca.
  • Nordnorsk Kunstmuseum è considerato un importante museo norvegese che affronta temi rilevanti per i territori nordici, quali i cambiamenti climatici, la sussistenza, la vita comunitaria e le popolazioni indigene. Ospita opere di Edvard Munch e altri artisti dal periodo romantico a quello contemporaneo.
  • Fjellheisen, la funivia che porta in cima la monte Storsteinen a 421 m di altezza, da cui si può godere di una splendida vista della città, del mare e dei fiordi.

 

Escursioni a Tromsø

Tromsø è un ottimo punto di partenza per organizzare escursioni di qualsiasi tipo.

  • Escursioni in slitta trainata da husky nella aspra e innevata isola di Kvaloya
  • Giri in slitte trainate da renne nelle terre dei Sami
  • Visite ad accampamenti sami e pranzo nelle tipiche tende laddu
  • Pesca su ghiaccio
  • Camminate su ciaspole o sci da fondo
  • Notti in cottage tipici o sotto pelli di renna nei laddu
  • Crociere tra i fiordi
  • Whale watching
  • Caccia alle aurore boreali in bus fino alle 2/3 di notte con spostamenti che arrivano fino in Finlandia per raggiungere zone di cielo buio e aperto.
  • Oppure navigando in battello per vederne i riflessi nelle acque

Su Get Your Guide e Tripadvisor puoi prenotare in sicurezza le tue escursioni.

 

Come arrivare a Tromsø

Tromsø è servita da voli diretti dalle principali città norvegesi come Oslo, Bodo, Alta, Hammerfest.

Le migliori compagnie per arrivare a Tromsø sono Sas e Norwegian con scalo ad Oslo o a Londra. Il costo va dai 300 ai 400 euro. Per ottenere prezzi migliori conviene prenotare con molto anticipo.

Dall’aeroporto al centro si può prendere il Flybuss che ferma presso i principali hotel della città.

In alternativa una corsa in taxi dall’aeroporto al centro ha un costo di 25 €.

In auto il percorso dal sud è piuttosto lungo. La strada principale che porta al nord è lunga oltre 3100 km, mentre da Capo Nord dista 546 km.

La compagnia Hurtigruten dei famosi postali dei fiordi offre viaggi giornalieri da Bergen all’estremo nord effettuando 34 scali lungo il percorso. Da Bergen a Tromsø ci vogliono 3 giorni con bellissime tappe intermedie.

 

Qui puoi trovate tutte le indicazioni per organizzare e prenotare un viaggio in Lapponia.

 

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    Conosci l’isola di Socotra? Il paradiso in Terra che mi ha lasciato senza parole!

    Conosci l’isola di Socotra? Il paradiso in Terra che mi ha lasciato senza parole!

    Esiste un’isola tra Arabia, India e Africa che nessuno conosce. È Socotra, un’isola meravigliosa dichiarata Patrimonio dell’Unesco nel 2008 per la biodiversità di piante e animali e per i meravigliosi paesaggi incontaminati.

    Ho visto per caso foto di questo luogo e ne sono rimasta incantata.

    Isola di Socotra, “l’isola della Felicità”

    L’isola di Socotra è uno dei più remoti luoghi della Terra avvolta dal mistero sin dall’antichità.
    Il suo nome significa “paradiso” o “isola della felicità”. I suoi abitanti non sono di etnia araba nonostante di religione islamica e parlano una lingua semitica di cui non vi è versione scritta.

    Appartiene allo stato dello Yemen che dal 2015 è afflitto da una terribile guerra. Quest’isola fa parte di un arcipelago di quattro isole nell’oceano Indiano, a 400 km dalla costa araba, e per questo è rimasta al di fuori dai conflitti che stanno sconvolgendo uno dei paesi più belli al mondo. Pressoché isolata nel periodo dei monsoni, è raggiungibile in aereo dal 1999.

    La popolazione vive in semplicità con i prodotti ricavati dalla terra, dalle pesca e dalla caccia barattando la merce e vivendo seguendo i ritmi della natura.

    Socotra, Patrimonio dell’Unesco

    La caratteristica che rende unica l’isola di Socotra è la sua biodiversità. Vi si trovano 825 specie di piante differenti di cui il 37% sono uniche al mondo. Come l’albero Dracaena Cinnabari dalla particolare forma ad ombrello che produce una linfa rossa chiamata linfa del drago utilizzata per scopi medici sin dall’antichità. Il mare è un paradiso impreziosito da coralli e da una meravigliosa e incontaminata barriera corallina. Ci sono 192 specie di uccelli, 235 di coralli, 730 di pesci e 300 tra gamberi granchi e aragoste!

    Le spiagge sono selvagge e il mare offre una miriade di sfumature dal verde al blu.

    Panorami desertici dai colori caldi e dorati negli interni e dal bianco abbagliante lungo le coste.

    Grotte antiche ricche di migliaia di stalattiti e stalagmiti.

    Villaggi abitati da popolazioni dai tratti misto arabo africani che li rendono unici e misteriosi. Come la storia di quest’isola per secoli rimasta avvolta dal mistero ma la cui citazione risale alle antiche civiltà egiziane e greche con Virgilio e Aristotele fino ad Alessandro Magno e Marco Polo.

    Recentemente ha riaperto le porte al turismo anche se un viaggio a Socotra è tanto unico quanto difficoltoso, destinato a veri appassionati e dallo spirito avventuriero soprattutto considerato il difficile periodo che sta vivendo lo Yemen.

    Se sei interessato a partire per l’isola di Socotra puoi rivolgerti a Welcome to Socotra. Loro sapranno consigliarti e aiutarti nell’organizzazione del viaggio. Guarda la loro gallery su Instagram. Io sono rimasta senza parole!

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    L’affascinante capitale dell’Oman: Muscat

    L’affascinante capitale dell’Oman: Muscat

    La capitale dell’Oman Muscat o Mascate è una delle città più antiche del Medio Oriente. Porto commerciale famoso già all’epoca dei romani per il commercio dell’incenso deve il suo nome attuale ai Greci. Per le sua bellezza, la pulizia e l’ordine è considerata una delle città più pulite al mondo.

    Ne rimarrete affascinati!

    Oman, Muscat e il sultano Qaboos

    Una città molto grande che sta tuttora affrontando una continua espansione e modernizzazione. Molto diverso però l’approccio rispetto alle vicine Dubai e Abu Dabi. Qui infatti il sultano Qaboos ha da sempre spinto per crescita e modernità ma mantenendo forte l’identità del paese.

    Case e palazzi non possono superare i 60m di altezza in quanto il minareto della Grande Moschea deve rimanere il punto più alto della città. Devono inoltre portare elementi architettonici della tradizione come cupole o finestre con arabeschi. Questo la rende un grande esempio di funzionalità unita a tradizione dal grande fascino. Palazzi in stile arabeggiante, moschee, giardini verdi con prato all’inglese, fiori colorati ovunque.

    Le regole su religione e abbigliamento sono elastiche grazie a una volontà di apertura verso l’occidente. C’è un grande rispetto per le donne che sono libere di scegliere se portare il velo sul viso e i turisti non hanno regole troppo rigide da rispettare ad eccezione della moschea. È comunque importante seguire certi accorgimenti in rispetto alle tradizione del paese che ci accoglie.

    Cosa vedere a Muscat

     

    Museo Balt Al Zubar

    Museo di modeste dimensioni che permette di approcciarsi alla storia e alla cultura islamica omanita. Abitudini, abbigliamento, religione, storia. È un buon punto di partenza per iniziare a conoscere il paese che si sta per visitare.

    Al Alam Palace

    Il meraviglioso palazzo del sultano Qaboos. Strade, cortili e pavimenti in marmo lucidi come fossero perennemente bagnati. Caratteristica che si ritrova anche all’Opera e nella Grande Moschea. Il palazzo dall’esterno è ben visibile nella sua eleganza e magnificenza col mare e lo splendido porto di Mutrah che gli fan da cornice insieme ai due forti laterali che lo sovrastano dall’alto delle scogliere.

    Gli splendidi giardini fioriti e rigogliosi che lo circondano ne mettono in risalto l’eleganza.
    L’accesso non è consentito ma è possibile ammirarlo e fotografarlo dall’esterno. Costruito in puro stile islamico nel 1972 si trova al centro della vecchia Muscat. Bellissimo sia di giorno messo in risalto dalla luce del sole, sia di notte grazie alla scenografica illuminazione.

     

    Forti di Al-Jalali e Al- Mirani

    I due forti portoghesi gemelli arroccati sulle scogliere alle spalle del Palazzo Reale. Risalenti al XVI secolo, costruiti dai portoghesi per proteggere l’ingresso del porto diventato punto nevralgico per gli scambi commerciali in medio oriente. Anche questi non possono purtroppo essere visitati ma dominano la città dall’alto della scogliera e offrono una splendida veduta della baia.

    Royal Opera House

    Il primo teatro dell’Opera dei paesi del Golfo. Terminato nel 2011 per volere del sultano, il palazzo dell’Opera è l’ennesima dimostrazione di come questo sultano sia riuscito a rendere la città di Muscat aperta anche culturalmente. Portare la musica in Oman. Portare la gente a teatro con rappresentazioni internazionali in lingua inglese e la volontà di crearne di nuove in lingua araba.
    Il palazzo è splendido nella sua maestosità. Marmo lucido per gli esterni e ricche decorazioni arabeggianti negli interni, può ospitare fino a 1100 persone. Inaugurato nel 2011 con la Turandot diretta da Placido Domingo.

    Mutrah

    E’ il quartiere più storico e affascinante della città. Una mezza luna di edifici in pieno stile arabeggiante scandito da moschee e minareti che si affacciano sul porto. La sera quando il sole scende dietro i palazzi, i tetti si accendono di luce dorata e il quartiere accresce il suo fascino mentre i dhow, le tipiche imbarcazioni in legno a vela, rientrano lentamente in porto mostrando il loro profilo stagliato contro la luce del sole ormai basso.
    All’alba piccole imbarcazioni rientrano in porto e mettono in mostra il pescato del giorno per il mercato del pesce.
    Lungo la costa diversi locali vendono buonissimi frullati di frutta fresca fatti al momento e ristoranti tipici permettono di gustare le specialità del posto.

    Souq di Mutrah

    Il punto di maggiore attrazione del quartiere è il souq, il tradizionale mercato frequentano dalla gente locale oltre che da un gran numero di turisti. Un tetto di legno ricopre un intreccio di strade e vicoli in un susseguirsi continuo di negozietti che espongono artigianato e antiquariato locale, oro e abbigliamento omanita, incenso e spezie dal profumo intenso. Difficile non perdersi ma perdersi è il modo migliore per ritrovarsi in punti suggestivi e inaspettati.

    La Grande Moschea

    La costruzione della Grande Moschea fu voluta dal sultano Qaboos che desiderava donare al suo popolo un luogo di preghiera ibadita ma aperto a tutti compresi i fedeli dei differenti rami dell’islamismo. Nella grande moschea tutti sono i benvenuti.
    Terminata nel 2001 dopo cinque anni di lavoro, vede l’utilizzo di differenti elementi artistici e architettonici provenienti dalle diverse arti di ogni gruppo religioso islamico.
    Circondata da cinque minareti, simboli dei cinque pilastri dell’islam, rivestita esternamente di elegante marmo bianco di Carrara talmente lucido da potercisi specchiare.

    Questa moschea detiene diversi record. All’interno la stanza degli uomini è maestosa e può contenere fino a 7000 persone. Il pavimento è rivestito dal tappeto più grande al mondo di quattromila metri quadrati tessuto in 4 anni da 600 donne.
    Il lampadario in cristalli Swarovski alto 14 metri e pesante 8 tonnellate sospeso a 50 metri da terra. Si tratta del più grande lampadario al mondo con le sue oltre 1000 lampadine.

    La moschea può contenere fino a 20.000 fedeli ed è la terza più grande al mondo.

    È visitabile gratuitamente la mattina, dal sabato al giovedì dalle 8 alle 11.
    Tutti i visitatori devono avere gambe, caviglie, spalle e braccia coperte. Anche il capo per le donne. Si accede agli interni a piedi scalzi.

    La moschea è il simbolo di un sultano, di un popolo e di un paese dalla mentalità aperta alla modernità ma fedele alle tradizioni dove la pace e l’apertura alle altre religioni sono la caratteristica che lo contraddistingue.

    Muscat è la bellissima capitale di un paese sorprendente, ospitale e pacifico. Scegli di passarci un paio di giornate se verrai a visitare questo splendido paese.

     


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    Un viaggio emozionante attraverso il deserto dell’Oman

    Un viaggio emozionante attraverso il deserto dell’Oman

    Il deserto dell’Oman in realtà è un insieme di più deserti differenti tra loro. I colori cambiano molto da uno all’altro passando dal bianco, al giallo oro, all’arancio intenso. Immergersi in ognuno di questi dona sensazioni uniche. Ho avuto la fortuna di vederne diversi e di fare la traversata del Wahiba Sands, il deserto che prende il nome della tribù beduina che lo popola, che attraversa tutta la regione sud orientale del paese.

    Un’esperienza unica e indimenticabile!

    Wahiba Sands: il deserto dell’Oman

    Oman. Diario di viaggio.
    Ora della partenza. Le macchine si preparano, viene fatto il carico di acqua e le ruote un po’ sgonfiate per dare migliore stabilità alla macchina.

    …E poi arrivi lì, dove la strada finisce e in lontananza vedi solo sabbia. Il sole è cocente, batte senza tregua coi suoi 42 gradi. Non un filo d’aria. E’ il deserto dell’Oman!

     

    La Partenza

    Inizi a percorrere questi tracciati non battuti e non segnalati. Solo i solchi ormai leggeri del passaggio di qualche macchina che ci ha preceduto. E poi il nulla. I drivers non usano mappe nè navigatori. Loro il deserto ce l’hanno nel sangue. Con le tuniche bianche e le ciabatte percorrono kilometri e kilometri senza dar segni di stanchezza.

    Il paesaggio cambia aspetto man mano che ci si addentra. Inizialmente il terreno è duro e aspro, poi si ammorbidisce e inizi a dondolare come su una barca che cavalca le onde. Un’oscillazione morbida e costante.

    Due alti versanti ai lati che poi improvvisamente si aprono su una distesa di dune dorate. Saliamo in cima a una di queste dando potenza al motore e poi giù a 45 gradi. Intorno niente. Dune, sabbia, qualche lucertola del deserto, dromedari. Niente altro.

    Notte al campo tendato

    Durante la traversata del deserto ci siamo fermati a dormire in un campo tendato molto bello, il Desert Night Camp. Da qui ci hanno portato a fare dune bashing. In breve, montagne russe su fuori strada… Hanno iniziato a guidare spingendo per salire, sgommando, slittando, per non rimanere bloccati dalla sabbia, e poi buttandosi giù per discese impressionanti. Molto bello anche se abbastanza da pazzi!

    In serata abbiamo aspettato il tramonto su una duna più alta da dove il panorama era magnifico. Silenzio, caldo, vento che inizia a soffiare preparandosi per la notte. I colori della sabbia riflettono i riflessi del sole trasformandosi in un arancio intenso. Una piccola lucertola corre leggera sulla sabbia lasciandosi dietro i segni delle sue minuscole impronte.

    Tutto si prepara per la notte del deserto. E pian piano arriva il buio, si alza il vento e il cielo si accende di stelle. Orione bassa all’orizzonte fa da guardia a questo sperduto angolo di mondo. È notte. È il deserto dell’Oman.

    Alle 5 il canto delle tortorelle mi sveglia. Apro le porte per fare entrare l’ultima aria fresca della notte. Il sole sorge e le dune color tortora si riaccendono di colori dorati. È giorno nel deserto.

     

    La traversata del Wahiba Sands

    Partenza alle 7 per la lunga traversata. 160 km in out-door. Sono tanti considerato che si viaggia a 30/40 km/h. Lo scenario è unico ma si trasforma in continuazione. Il caldo picchia senza tregua. Il sole è sempre più alto. Ci si ferma di tanto in tanto per riempirsi l’anima di quello che la natura meravigliosa ci offre. Respiri, raccogli tutto quello che puoi. Immagini, pace, profumi.

    Facciamo una sosta in una tenda di beduini. Ci viene offerto il caffè omanita in segno di ospitalità. Il sapore è amaro profumato al cardamomo e accompagnato da dolci e buonissimi datteri. Delle tende con tappeti e cuscini permettono di sedersi e condividere il caffè con altre persone oppure per pregare come fanno i nostri accompagnatori.

    Il White Desert

    Si riparte…

    Il viaggio dura diverse ore. Improvvisamente cominciamo a vedere le prime case e in un attimo siamo fuori ma il deserto è sempre lì, immutato nel tempo e nello spazio. Eterno come le forti emozioni che sa trasmettere.

    Il viaggio è stato lungo e stancante. Mi addormento. Poco più tardi vengo svegliata dalle risate dei bambini. Apro gli occhi ancora assonnata e davanti a me vedo l’oceano, stormi di gabbiani che si alzano in cielo al nostro passaggio. Una lunghissima distesa di sabbia bianca e le onde che ci sfiorano mentre corriamo sulla sabbia umida della spiaggia deserta.

    Immagini incredibili e inaspettate. Non sapevo che saremmo arrivati fin qui. I colori caldi delle dune dorate del Wahiba sono state sostituite da quelle del White Desert, sconfinate dune bianche a ridosso del mare. Tutto è luce e purezza. Il blu del mare e il bianco delle dune che si fondono con la foschia del cielo afoso.

    Tanta bellezza in una sola giornata.

    Il viaggio prosegue per altri 350 km fino a sera.

    A fine giornata la stanchezza è davvero tanta ma il cuore è pieno di bellezza. Immagini e sensazioni che porterò sempre con me.

     


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    Fase 2 → HOTEL

    Desert Night Camp- Wahiba Sends

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    Tra i vigneti del Monferrato. L’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano

    Tra i vigneti del Monferrato. L’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano

    Poco distante da Torino, superata la collina, si snoda la Strada Reale dei vini torinesi che passando attraverso paesi e piccoli borghi raggiunge le dolci e verdi colline del Monferrato. Superato Castelnovo Don Bosco la vista si apre sui meravigliosi vigneti che in primavera riprendono vigore insieme a prati verdi e ciliegi in fiore. Qui sorge l’Abbazia di Vezzolano. Impossibile non fermarsi per ammirare tanta bellezza.

    Un gioeillino di epoca romanica nascosto tra i vigneti

    L’abbazia di Vezzolano è situata nel comune di Albugnano, graziosissimo paese conosciuto come “il balcone del Monferrato” in quanto è il più alto di questo territorio e dal suo belvedere si gode di una splendida vista. Ai piedi di questa collina sorge la bella Abbazia romanica di Santa Maria di Vezzolano, uno dei più begli esempi di romanico in Piemonte.

    Secondo la leggenda venne fondata da Carlo Magno mentre dalle testimonianze storiche la sua costruzione sembrerebbe iniziata nel XII secolo su antichi resti romani.

    L’abbazia è costruita in stile romanico e gotico con decorazioni a fasce bicrome in pietra arenaria e mattone che danno un effetto ottico molto interessante ancor più nelle navate interne. All’interno la navata è preceduta da un bellissimo pontile in stile francese con archi a sesto acuto e bellissime fasce decorate a bassorilievo con ancora qualche traccia di colore che lo impreziosiscono.

    Il Chiostro

    Da una passaggio accanto all’altare si accede al chiostro, piccolo ma molto suggestivo. I quattro lati che circondano il giardinetto centrale sono sorretti da archi e colonne e appaiono diversi l’uno dall’altro in quanto realizzati in epoche differenti.

    Colonnine sottili che lasciano passare tanta luce alternate a colonne più massicce, capitelli con temi tra il cristiano e il fantastico tipici dell’epoca medievale e una serie di pregevoli affreschi dai colori vivaci risalenti al Trecento molto interessanti.

    Dintorni

    L’Abbazia di Vezzolano è immersa nel verde, circondata da boschetti e vigneti. Prendendo il sentiero che risale dall’entrata, si raggiunge un punto panoramico da cui ha inizio un sentiero di 6 km che arriva fino a Castelnuovo Don Bosco passando dalle due piccole e deliziose chiesette di Cornaredo e San Michele da dove il panorama è ancora più immenso.

    Luoghi semplici, bellissimi e poco conosciuti dove sapori, cultura e tradizioni si intrecciano alla perfezione. Per chi come me vive a Torino e dintorni è una bella idea per una gita in giornata. Per chi è più lontano potrebbe essere una buona meta per alternare la vivacità della città di Torino con una giornata all’insegna de relax e buon cibo.

     

    Orari

    L’Abbazia del Vezzolano ha ingresso gratuito e segue i seguenti orari:

    Periodo invernale sino al 10 marzo: solo sabato, domenica e festivi dalle 10,00 alle 17,00
    Dal 12 al 30 marzo: tutti i giorni dalle 10,00 alle 17,00 escluso il lunedì non festivo
    Da domenica 31 marzo a sabato 26 ottobre: tutti i giorni dalle 10,00 alle 18,00 esclusi il lunedì non festivo

    Per altre info visita il sito dell’Abbazzia di Vezzolano.